PALATINO

PALATINO: il 28 giugno ha aperto la mostra tra le rovine archeologiche la mostra intitolata ‘Da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul Palatino’.

Dal 28 giugno al 29 ottobre tra le rovine archeologiche del Platino è allestita la mostra ‘Da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul Palatino’ con oltre 100 opere tra grandi installazioni, sculture, dipinti, fotografie e opere su carta, realizzate da famosi artisti italiani e stranieri.

Tra lo Stadio, il peristilio inferiore della Domus Augustana, le terrazze e le Arcate Severiane saranno esposti lavori di Marina Abramovic, Gino De Dominicis, Marcel Duchamp, Gilbert & George, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Mario Airò, Maurizio Cattelan, Vedovamazzei, che, oltre a mettere a confronto generazioni diverse, riescono a rifondare un rapporto vivo e vitale tra il sito capitolino, la città e il suo pubblico.

L’iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma ed Electa, in collaborazione con l’Associazione Alt. Arte Lavoro Territorio. E’ stata ideata e curata dal soprintendente Francesco Prosperetti e dal critico Alberto Fiz, che hanno selezionato le opere tra le mille custodite appunto nel museo ‘Alt’, fondato dall’architetto Tullio Leggeri, uno dei maggiori collezionisti italiani, impegnato fin dai primi anni ’60 a sostenere lo sviluppo creativo di generazioni di artisti.

In questi mesi numerosi artisti hanno scelto di creare i loro lavori appositamente per il Palatino. Tra questi figurano opere come la lupa smunta che non riesce ad allattare di Ugo La Pietra o il tempio greco-romano di Gianni Pettena. ” Il contemporaneo non vive in modo statico la storia”, sottolinea Alberto Fiz, con il risultato che in diversi casi le soluzioni proposte dagli artisti trasudano ironia.

”Si tratta di interventi problematici – prosegue il curatore – e non di plagio di antichità, idea per me necrofila. In ogni installazione allestita, c’è invece un elemento di nuova analisi”.

Il percorso si sviluppa su gran parte del sito tra le installazioni architettoniche che mostrano efficace accostamento tra archeologia e arte contemporanea, le Mani, disegnate, fotografate, dipinte, scolpite, simbolo comunicativo e forza creatrice, i Ritratti, traccia identitaria per eccellenza e genere artistico dove gli antichi romani hanno primeggiato.

L’opera più storica è quella di Marcel Duchamp, presente al Palatino con la serie dei ‘Rotoreliefs’, i cartoncini serigrafati a cui il genio del Dadaismo lavorò fin dagli anni ’20 anticipando l’Optical art.

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