COLOSSEO: dopo 40 anni riapre l’attico con vista su Roma da 40 metri di altezza

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COLOSSEO: da novembre sarà disponibile un nuovo percorso di visita sull’attico dell’Anfiteatro, un affaccio su Roma alto 40 metri.

Dopo più di quarant’anni la parte superiore del Colosseo torna accessibile a tutti, con un nuovo percorso di visita che partirà l’1 novembre. “Uno spettacolo indimenticabile”, commenta il ministro della cultura Franceschini, che ora già guarda ai restauri dei sotterranei e alla contestata copertura dell’arena, il progetto che lui ha fortemente voluto e al quale ha destinato 18 milioni di euro. “Con la ricostruzione dell’arena si capirà davvero cosa volesse dire vedere uno spettacolo al Colosseo”, ribadisce il ministro.
Il nuovo percorso sarà, riservato per ragioni di sicurezza, a gruppi di massimo 25 persone accompagnate da una guida. Si comincia al terzo livello dell’anfiteatro con l’attraversamento di grande suggestione dell’unica galleria ancora conservata com’era in origine. Una galleria intermedia, spiega Rea, che aveva una funzione di smistamento del pubblico che dal secondo livello (oggi il primo piano dell’Anfiteatro) raggiungeva i piani più alti della cavea. Prima il “meniano secondo”, al quarto livello, dove su ampi sedili di marmo divisi per categorie trovavano posto i commercianti e la piccola borghesia, poi il “meniano in ligneis”, riservato alla plebe, l’unico con i sedili in legno e il più scomodo da raggiungere, arrampicato com’è a 40 metri dall’arena.
Qui le famiglie del popolino trascorrevano alle volte intere giornate, gioivano, mangiavano, in certi casi si preparavano addirittura i pasti, racconta Rea, “pollo e cereali soprattutto”, cuocendolo su fornelli di fortuna dei quali durante i restauri gli archeologi hanno trovato i frammenti. E non mancavano le “toilette” – praticamente dei buchi nel pavimento – allestite nella galleria.
Ricostruito da Luigi Canina nel XIX secolo, il quinto livello oggi ha l’aspetto di una terrazza scoperta, con una vista mozzafiato sul Colosseo e sulla capitale, esposta però anche a sole e pioggia. Nell’antica Roma non era così: se i sedili più lussuosi della cavea (i troni in marmo riservati ai senatori al piano terra, ma anche i sedili di pietra degli equites al secondo e quelli un piano più su della borghesia ricca) erano protetti dal velum, una tenda sottile stesa all’occorrenza dai marinai della flotta di Miseno, gli scranni della plebe erano comunque riparati da un ampio portico, che garantiva protezione dai raggi del sole come dagli acquazzoni. Oggi quegli umili spalti in legno non ci sono più, anche del ricchissimo palco dell’imperatore e dei troni in marmo dei senatori con le zampe di leone non rimane purtroppo più nulla. Ma l’impatto è di grande suggestione.
“Un’esperienza fortissima che ogni turista porterà con sé”, s’appassiona Franceschini. Il percorso per ora è accessibile solo con le ripide scale che è bene salire e scendere con attenzione. Ma si sta lavorando, assicura Galloni, per installare un montapersone che permetterà la visita anche a chi non può camminare. Il biglietto costa 9 euro (gratuito sotto i 12 anni), 15 se unito alla visita di sotterranei e piano arena. La prenotazione è obbligatoria.