AUTOVELOX: annullate quasi 3000 multe, come chiedere il rimborso

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AUTOVELOX: il comune di Milano ha avviato le procedure per rimborsare le 2.974 multe che di fatto erano illegali a causa di un codice errato.

Il comune di Milano mercoledì pomeriggio ha annunciato di aver “attivato tutte le procedure per la tutela dei cittadini per 2.974 sanzioni autovelox errate a causa di un errore di programmazione”. In sostanza, l’amministrazione sta annullando quasi tremila multe che di fatto erano illegali a causa di un codice errato inserito nei sistemi che “producono” le sanzioni.

Gli autovelox nel mirino sono quelli di via Palmanova – direzione centro -, via Virgilio Ferrari e viale Fulvio Testi, in entrambe le direzioni. Agli occhi elettronici, ha ammesso palazzo Marino, è stato attribuito il codice di infrazione previsto per le violazioni notturne, quando le tariffe per le multe sono più alte. E quello stesso codice è rimasto in funzione dal 2 novembre al 14 dicembre scorso.

Così, chi è stato beccato a superare i limiti in quel periodo ha ricevuto – e in alcuni casi pagato – una multa di 225,33 euro rispetto ai 169 stabiliti dalla legge. I verbali “fuori legge” non ancora pagati saranno ritirati e rinotificati con la cifra giusta, mentre chi ha già provveduto a saldare la sanzione può chiedere il rimborso della cifra al comune di Milano – basta compilare il modulo sul sito di palazzo Marino – senza doversi preoccupare di pagare nuovamente. Chi ha già pagato, infatti, ha formalmente versato una cifra non prevista dalla legge e ha quindi diritto al risarcimento totale, senza che l’amministrazione abbia la possibilità di emettere un nuovo verbale.

“La polizia locale mi ha comunicato che è stato commesso un errore materiale – ha spiegato l’assessore alla sicurezza, Carmela Rozza – che ha causato l’invio di verbali con un codice errato. In qualità di assessore chiedo scusa ai cittadini e, in accordo con il comandante  Marco Ciacci, abbiamo attivato tutte le procedure per tutelare e non vessare gli automobilisti che non devono pagare per errori commessi da altri”.

 

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