LUPA CAPITOLINA: simbolo di Roma, ecco come è nata la leggenda

LUPA CAPITOLINA

LUPA CAPITOLINA: ecco la storia della statua di bronzo che è l’icona stessa della fondazione della città di Roma.

La storia di Roma è inevitabilmente legata alla leggenda di Romolo e Remo salvati e allattati da una lupa. La stessa raffigurata persino sugli antichi denari, è diventata simbolo di Roma. Si tratta di un animale sacro al dio Marte, che secondo la leggenda era il padre dei due gemelli Romolo e Remo. Secondo il mito, infatti, la vestale Rea Silvia venne fecondata dal dio Marte e partorì due gemelli, Romolo e Remo. Il nonno dei gemelli, Numitore, fu scacciato dal trono di Alba Longa dal fratello Amulio. Per evitare che i nipoti, diventati adulti, potessero rivendicare il trono usurpato, Amulio ordinò che fossero gettati nel Tevere in una cesta. Questa cesta si incagliò sul fiume alle pendici di un colle, dove i gemelli furono trovati da una lupa che si prese cura di loro finché non furono trovati dal pastore Faustolo. L’antro della lupa era il leggendario lupercale presso il colle Palatino. La Lupa capitolina è una scultura di bronzo, custodita ai Musei Capitolini, a dimensioni approssimativamente naturali. Viene tradizionalmente considerata di fattura etrusca, si ritiene che sia stata fusa nella bassa valle tiberina e che si trovi a Roma sin dall’antichità. Le fonti antiche parlano di due statue bronzee della Lupa, una nel Lupercale, l’altra nel Campidoglio. La prima statua, quella del Palatino, è citata nel 295 a.C., quando i due edili, Quinto Fabio Pittore e Quinto Ogulnio Gallo, le aggiunsero una coppia di gemelli Le prime notizie circa la presenza della statua della Lupa risalgono al 65 a.C., quando la scultura si trovava nei pressi del Campidoglio e vi rimase finché non fu colpita da un fulmine. Fu allora che la statua dovette “traslocare”: per i romani, infatti, le statue colpite dai fulmini e altre disgrazie naturali diventavano sacre e non più visibili, e la Lupa venne quindi nascosta dentro il Campidoglio. Nascondiglio che la salvò dalle orde barbariche. Successivamente, nel 296 a.C., sembra che la Lupa fosse stata riposta nel Lupercale, ma priva dei due gemelli Romolo e Remo, andati forse distrutti negli spostamenti. Ma ancora non si trovava una collocazione adatta per la scultura che nel X secolo, fu messa, incatenata sulla facciata o all’interno del palazzo del Laterano o della torre degli Annibaldi,  posta su una base di pietra sostenuta da grappe infisse nel muro. Continua a leggere…