ARESE: come Dubai, una mega pista da sci indoor unica in Italia

ARESE

ARESE: sempre più vicina la realizzazione della pista da sci indoor che permetterebbe ai milanesi di sciare 365 giorni l’anno.

Accelera l’accordo di programma (Adp) per la riqualificazione dell’ultima fetta dismessa dell’immensa area dell’ex Alfa Romeo. 

Dopo una lunga pausa, martedì scorso si è riunita in Regione Lombardia la segreteria tecnica che sta studiando il piano sul nuovo Accordo di Programma per l’area ex Alfa. Presenti anche i tre sindaci dei comuni coinvolti: Michela Palestra (Arese), Alberto Landonio (Lainate) e Davide Barletta (Garbagnate Milanese).

Sulle ceneri della fabbrica motoristica, dopo la realizzazione del grande mall dei record “Il Centro”, si progetta la prima pista da sci indoor d’Italia, che permetterebbe ai milanesi di sciare 365 giorni l’anno. Questo fa parte della riqualificazione dell’ultima fetta dismessa dell’immensa area ex Alfa, dopo la realizzazione dell’immenso centro commerciale. Nel progetto, firmato dall’architetto Michele de Lucchi, non è più previsto il lotto residenziale delle palazzine previste dall’accordo di programma del 2012.

I tre primi cittadini sono pronti a discutere per vedere quali saranno le ricadute per le città. I tecnici di Regione Lombardia stanno lavorando per pubblicare velocemente le varianti urbanistiche per poter dare avvio all’iter. La ratifica nei consigli comunali dovrebbe arrivare entro aprile.

Di quel che farà da contorno alla pista da sci, si conosce ancora poco. I tecnici di Regione lavorano per arrivare a breve alla pubblicazione delle varianti urbanistiche, che significa l’avvio dell’iter per dare il via libera ai lavori, l’Adp potrebbe arrivare per la ratifica davanti ai parlamentini di Arese, Lainate, Garbagnate entro aprile. Prima delle elezioni comunali che vedono a Lainate chiudersi l’era di Alberto Landonio. Una corsa contro il tempo che però non convince tutti. “Questa accelerazione può avere un valore solo se significa portare tutte quelle risposte che i territori chiedono in termini di inquinamento, trasporto pubblico, di ricadute in termini di sviluppo per i Comuni e per il territorio – dichiara Michela Palestra –. Senza questi elementi la fretta non è per noi accettabile”.